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domenica 19 novembre 2017

guardare, guardarti

Per quella storia del guardare fuori che poi è un guardarsi dentro: 

Salerno, una sera 

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mercoledì 4 gennaio 2017

Pino Daniele: cinque indimenticabili canzoni


Emozioni ogni volta diverse. Complicate da descrivere perché parla la storia per un artista come Pino Daniele. Quanto ha dato alla musica lo sappiamo tutti, quanto la sua musica mi fa stare bene lo so soltanto io. Soprattutto queste cinque canzoni, che sono poesie come buona parte della sua discografia.
Ferryboat: la mia preferita se dovessi sceglierne una. Dà il nome al disco del 1985, che amo tantissimo.
Che ore so': testo e musica irraggiungibili, una canzone unica e basta.
Je sto vicino a te: "je sto vicino a te pe nun piglià cadute" è uno dei versi più belli di sempre.
Tutta nata storia: ma che vuoi scrivere su un pezzo del genere? Adesso, anzi, vado ad ascoltarlo.

Bella 'mbriana: "che paura a primmavera, nun saje chiù che t’haje aspettà e che succede" ovvero la stagione simbolo delle cose nuove e delle speranze con tutto il carico di aspettative e paure. La vita, insomma.

lunedì 11 luglio 2016

Coraggio

La storia di Emmanuel Chidi Namdi fa rabbrividire e rende tristi. Al di fuori delle accuse e delle indagini c'è una vita, anzi c'era, che ha attraversato il mare, sopportato giorni lunghi e notti infinite per salvarsi e ricominciare. Invece quella possibilità di essere felice Emmanuel l'ha persa per mano di uno che si diverte colpendo le persone di colore con le noccioline. E si sbaglia se si pensa sia un caso isolato. La nostra è la società in cui ancora c'è chi si considera superiore perché bianco o laureato, in cui ci si insulta a suon di negro, ricchione, handicappato.
Non credo ci siano più dubbi sul dovere di pensare a un nuovo modello educativo focalizzato sui più piccoli. Non dobbiamo abbandonare la speranza del cambiamento, in tal caso saremmo finiti. Anche se la strada è in salita, il domani non va trascurato. Lo dobbiamo ad Emmanuel, a chi tocca le nostre coste per la prima volta, a chi soffre e sa che solo gli altri possono aiutarlo.



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domenica 12 giugno 2016

Quel poco che basta

La canzone del cuore. Quella della rabbia, quella che ti riempie. La musica che parla di te. Il colore preferito. Le strade, i profumi e le città che porti dentro.
La cosa che ami fare di più al mondo e quella che più ti fa paura. La prima cosa che fai quando ti svegli al mattino. La prima cosa che hai fatto perché la volevi sul serio. Le prime e le ultime volte che ti hanno cambiato.
Chi ti vuole bene sa questo. Conosce le piccole parti che ti hanno reso ciò che sei. E vuole scoprire cosa hai ancora da mostrare a chi ti sta accanto, al mondo, a te stesso.
Ma chi è disposto a volerti così bene?


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lunedì 23 maggio 2016

Giovanni


In giornate come il 23 maggio ricordare è un dovere. Oggi il giudice Giovanni Falcone viene commemorato come un semplice uomo che ha fatto dell’antimafia una scelta di vita. Una semplicità la sua che in una società tronfia di belle parole, ma immobile dinanzi alle ingiustizie diventa negli anni sempre più rivoluzionaria ed eroica. "Ha mai avuto dei momenti di scoramento, magari dei dubbi, delle tentazioni di abbandonare questa lotta?", domandavano a Falcone durante un’intervista. “No, mai!”, rispondeva lui. 
Perché eroe è chi si oppone alla brutalità del male, e per farlo davvero si sporca le mani e il cuore.


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sabato 27 febbraio 2016

La foto del giorno

Foto di Emad Samir Nassar

C'è una crepa in ogni cosa. Ed è da lì che entra la luce. 
                               (Leonard Cohen)


Emad Samir Nassar ha ventitré anni e studia giornalismo a Gaza. Le sue fotografie sono un'altalena di emozioni. Con 'Bath Time Gaza' ha vinto lo Sharjah Award 2016.
La foto è stata scattata lo scorso giugno, come si legge sul suo profilo Instagram. Ritrae un papà mentre fa il bagno alla figlia e alla nipote in una vasca, l'unico pezzo restante della casa distrutta dai bombardamenti.
Con la stessa fotografia Emad ha vinto anche il terzio premio del concorso We Deserve Life.


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giovedì 3 settembre 2015

Piccolo guerriero

"Alla nascita e alla morte di un bambino non si è mai pronti" (Wislawa Szymborska).


Quella foto. Un pugno nello stomaco. Sembra stia dormendo. Dolce, fragile. Ed invece la sua vita si è conclusa. Solo, indifeso. Chissà quanta paura ha avuto. Lontano dai suoi cari. Chissà se lo stanno cercando.
Sono inermi i bambini di fronte a tragedie più grandi di loro, come la guerra o la fame. Eppure a me sembrano dei piccoli guerrieri: a modo loro lottano e quando arrivano sulle nostre coste, li vedi persi, terrorizzati, ma salvi. Sopravvivere è la loro vittoria. E' la chance per crescere e costruire un futuro.
Lui, il bimbo ritrovato su una spiaggia della Turchia, quell'occasione non ce l'avrà perché ha perso la sua battaglia più importante senza avere la colpa di quanto accaduto. E stasera è come se anche io avessi perso qualcosa.