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giovedì 30 novembre 2017

piena di graffi

Fammi essere forte, forte di sonno e di intelligenza e forte di ossa e di fibra; fammi imparare, attraverso questa disperazione, a distribuirmi: a sapere dove e a chi dare, a riempire i brevi momenti e le chiacchiere casuali di quell’infuso speciale di devozione e amore che sono le nostre epifanie. A non essere amara. Risparmiamelo il finale, quel finale acido citrico aspro che scorre nelle vene delle donne in gamba e sole. Non farmi disperare al punto da buttar via il mio onore per la mancanza di consolazione; non farmi nascondere nell’alcol e non permettere che mi laceri per degli sconosciuti; non farmi essere tanto debole da raccontare agli altri come sanguino dentro; come giorno dopo giorno gocciola, si addensa e si coagula.

(Sylvia Plath)





venerdì 24 novembre 2017

ne sei capace

Pensa. Ne sei capace. Soprattutto non devi fuggire nel sonno – dimenticare i dettagli – ignorare i problemi – costruire barriere fra te e il mondo e le allegre ragazze brillanti – ti prego, pensa, svegliati. Credi in qualche forza benefica al di fuori del tuo io limitato. 

(Sylvia Plath)


più che posso

Non ho niente da insegnare, e non voglio fare prediche. L’unica cosa che so è che voglio scrivere più che posso, e con la maggior accuratezza possibile.
(Raymond Carver)

mercoledì 12 dicembre 2012

Libri per viaggiare e scoprire se stessi



La parola viaggio è da sempre sinonimo di ricerca: voglia di avventure, di esperienze, di nuove possibilità di crescere, scoprire terre inesplorate, ritrovare sé stessi. Chi, dopo un viaggio, non ha sperato almeno una volta di tornare a casa con qualcosa di emozionante da raccontare?

Sarà un viaggio ad intrecciare i destini di Tommaso, Leonardo e Pietro, i protagonisti di “Ti sogno, California”. Dai tempi dell’università i tre ragazzi condividono non solo un appartamento ma anche le feste, le sbronze, gli amori, le speranze, le delusioni  che uniscono i veri amici.
Ciò che traspare dalle parole di Mattia Bertoldi, l’autore del libro, è che l’amicizia è la vera protagonista di questa storia. Gli amici veri ti seguono ovunque, ti accompagnano nelle avventure più rocambolesche ed impossibili, come quella in cui Leonardo, il latin lover del gruppo, decide di tuffarsi dopo aver conosciuto una ragazza americana. Di lei, però, conosce solo il nome, Kimberly, e possiede una foto e l’iPod. Dopo aver tentato di rintracciarla su internet ed aver scoperto che potrebbe essere una cheerleader di una squadra di basket, Leonardo, tralasciando il “piccolo particolare” che dovrà cercarla in California, giunge ad una conclusione: deve partire e trovare la donna della sua vita!
Ad accompagnare Leonardo in questa assurda e difficile ricerca ci sono Tommaso e Pietro. I due partono consapevoli che sarà un’impresa irrealizzabile ma sostengono il loro compagno di viaggio con tutte le forze. Mattia Bertoldi dedica proprio un capitolo alle motivazioni che spingono Pietro a supportare l’amico: “Perché lui ci crede” - spiega Pietro a Tommaso – “La gente non si sente coinvolta nei progetti altrui solo perché si fondano sull’amore. E’ stato il cuore a smuovermi, questo sì, ma in nome dell’amicizia: se tu sei amico di una persona, la accompagni verso quello che cerca, verso quello in cui crede. Anche se sembra un’impresa al di fuori della capacità umana. Solo perché gli sono amico. Ti è difficile capirlo?

Sono tanti i motivi per cui consiglio di leggere “Ti sogno, California”. E’ un  libro che mi ha emozionato ed in alcuni punti commosso perché racchiude la voglia e la difficoltà di essere giovani, soprattutto al giorno d’oggi. E’ un puzzle che si compone di fotografie, musica, sport, ricordi, passioni, che legano i protagonisti al mondo che li circonda. Inoltre, ho apprezzato molto la scelta di associare i momenti del viaggio negli Stati Uniti ai testi di alcune canzoni.
L’autore ha saputo mettere insieme più elementi e collegarli tra di loro senza stonature. Ha raccontato con semplicità, ironia e fluidità una storia d’amicizia ed ha immortalato, come se fossero cartoline, le emozioni dei suoi personaggi. Il lettore riesce a sentirsi parte della storia, si prova la sensazione di viaggiare insieme ai protagonisti.
Un altro aspetto interessante del libro è “la storia dentro la storia” di Tommaso: dopo aver studiato con impegno e passione, il giovane si ritrova a fare un lavoro che non gli piace e a mettere da parte l’aspirazione di diventare un giornalista. Forse più di tutti, sarà lui a scoprire, in questa fantastica avventura, che bisogna avere coraggio nel portare avanti i propri sogni.

Recensione pubblicata sulla rivista online i-libri.

martedì 27 novembre 2012

L'alba di Alessandro Baricco



Tre volte all’alba è il titolo dell’ultimo romanzo di Alessandro Baricco. Dopo il successo di Mr Gwyn (Feltrinelli 2011), lo scrittore torinese torna sulla scena letteraria con un libro affascinante, in cui narra di tre incontri attraverso tre storie, che vedono come protagonisti una figura femminile ed una maschile.
I personaggi si avvicendano in tre episodi accomunati da un arco temporale che si proietta nelle prime luci dell’alba. In questo spazio prendono forma gli avvenimenti che li fanno incontrare e conoscere, che li portano a confrontare e raccontare le proprie esistenze, ad avere curiosità gli uni degli altri sebbene tutto si snodi in una breve nottata.
Non è questione di ore, è una questione di luce.
Che cavolo dice?
E’ la luce migliore per tornare a casa, è fatta apposta per quello. Non c’è luce migliore per sentirsi puliti.
In ogni incontro i personaggi di Tre volte all’alba si trovano dinanzi ad una scelta che li porta a fare i conti con fantasmi del passato o con paure del presente, che li conduce a porre le proprie speranze ed aspettative nella persona che si trova al loro fianco. Ciò accade per una sola volta, che è, nel contempo, la prima e l’ultima in cui essi s’incontrano.
I protagonisti di Baricco riescono a ritrovare sé stessi nella parte più intima della propria anima. L’avvicendarsi delle storie lascia molto spazio all’immaginazione del lettore, che l’autore riesce a coinvolgere in una trama avvincente, variopinta nei dettagli e nelle sfumature, e nei desideri reconditi o manifesti che i suoi protagonisti hanno di cambiare le proprie vite.
Guardava quella casa, davanti a sé, e pensava alla misteriosa permanenza delle cose nella corrente mai ferma della vita. Stava pensando che ogni volta, vivendo con loro, si finisce per lasciare su di loro come una mano leggera di vernice, la tinta di certe emozioni destinate a scolorare, sotto il sole, in ricordi.

giovedì 4 ottobre 2012

Parole in corsa


Che ore sono? Non voglio saperlo. 
Le ore in cui si aspetta non hanno la durata del tempo quotidiano. La loro misura non è quella di un pendolo che oscilla regolare, ma quella di un cuore che batte, a spasmi e inciampi.
Il tempo dell'attesa ti circonda, ti avvolge interminabile. E' come navigare in un mare di cui non si vede la fine.

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