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lunedì 29 settembre 2014

Quello che manca è un cassetto da riempire ancora / 2 Napoli

Fotografia di un Natale a San Gregorio Armeno. Luci, colori, vicoli in festa. Napoli in un ricordo, Napoli nel profumo di gioventù. Veloci i passi alla scoperta di ogni angolo della città: Piazza del Gesù, via Toledo, la Galleria Umberto I e il Teatro San Carlo. Felici gli occhi che da lungomare Caracciolo osservano un panorama dove cielo e mare sembrano toccarsi. Napoli è lì, un quadro che giorno per giorno viene dipinto da chi non ha paura delle avversità. Oltre i luoghi comuni c'è chi se la tiene stretta quella cartolina, in uno scrigno che racchiude storia, arte, vita.



mercoledì 10 settembre 2014

A love story /1

«Apre la porta di casa, si toglie le scarpe nell'ingresso, appende la borsa all'attaccapanni, sorride a una vecchia foto di sua madre bambina aggrappata a un salvagente in mezzo al mare, va in cucina scalza cercando il freddo del pavimento, prende una bottiglia d'acqua dal frigorifero, beve a canna, controlla le chiamate arrivate sul fisso, rimette la bottiglia in frigorifero, accende la tv e la spegne, va in bagno, fa scorrere l'acqua della doccia, si spoglia, si infila i capelli in una cuffia di plastica e non sa che l'uomo di cui vorrebbe innamorarsi è entrato nel bistrot pochi minuti dopo che lei è andata via e resterà lì per più di un'ora ad aspettarla, perché è lì, per ragioni che non conoscono, che tutti e due hanno deciso che s'incontreranno, e Nicola, che torna al bistrot per la prima volta dopo tanto tempo, ha il cuore pieno d'attesa ed è convinto, senza che nulla lo autorizzi a pensarlo, che la riconoscerebbe al primo sguardo, Irene, se soltanto la vedesse».

Diego De Silvia, Mancarsi


venerdì 11 luglio 2014

Bambini di guerra

Sull'inutilità della guerra e sui bambini, le persone più belle e indifese di questo mondo.


lunedì 2 dicembre 2013

Carceri italiane: buoni e cattivi

Federico Perna come Stefano Cucchi. Le loro storie specchio delle carceri italiane tra luci ed ombre. Le loro vicende dentro quelle dei centoquarantadue detenuti morti dall'inizio dell'anno. 
Le loro madri si stanno battendo perché credono siano stati abbandonati da quello stesso Stato che doveva tutelarli, pur in un regime carcerario. Che doveva garantirgli i diritti basilari, i diritti di tutti.
La giustizia farà il suo corso, ma le riflessioni che sorgono dopo aver visto le foto, diffuse su internet, del cadavere di Federico Perna sono più che spontanee.

Ai bambini si parla dei "cattivi" per identificare il male. Chi avrebbe il coraggio di etichettare Federico e Stefano come i "cattivi" in questa storia? Di parlare di loro come le persone da tenere lontano, alla larga da un figlio?