Blog by Chiara Amato ©2012-2019 Nuvole Passeggere ...pensieri in movimento - All rights reserved
Visualizzazione post con etichetta SALUTE. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta SALUTE. Mostra tutti i post

sabato 18 maggio 2013

Una maratona in rosa contro il cancro

Appuntamento a Roma con la “Race for the Cure”. Protagoniste assolute
le donne che non si arrendono davanti alla malattia.

Sport, divertimento, emozioni. Tre parole che descrivono l’impegno della Komen Italia nella lotta contro il tumore al seno. Anche quest'anno la Komen ha organizzato la “Race for the Cure”, una mini maratona di raccolta fondi che si terrà domenica 19 maggio nello scenario suggestivo del Circo Massimo. La manifestazione è aperta a tutti ed ha l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della prevenzione. Intanto, oggi hanno preso il via le attività del "Villaggio della Salute", che proseguiranno fino a domani sera con  forum e laboratori incentrati su alimentazione, salute e prevenzione.

Il tumore al seno è sempre più diffuso in Italia, ogni anno colpisce circa 40.000 donne. La “Race for the Cure” vuole essere un momento di confronto e di socializzazione per le donne che affrontano personalmente la malattia e per quelle che l’hanno sconfitta.

Caratteristica principale dell’evento è la presenza delle “Donne in Rosa”. Sono donne che hanno vinto il male e che, senza vergogna o timore, si rendono visibili agli occhi di tutti, partecipando alla maratona con una maglia ed un cappellino rosa. Il loro intento è dare un messaggio di speranza e di positività alle donne che attraversano un momento così difficile della loro vita. La condivisione di questa esperienza rappresenta un elemento importante per poter maturare determinazione e forza nel percorso di cura.

La Komen Italia è nata nel 2000 come prima onlus affiliata della Komen for the Cure, l’organizzazione non-profit fondata negli Stati Uniti, nel 1982, da Nancy Brinker, in memoria di sua sorella Susan G. Komen, morta all’età di 36 anni a causa di un tumore al seno.

In Italia, la “Race for the Cure ha catalizzato un’attenzione sempre maggiore da parte del pubblico, tanto che dal 2007 la maratona viene organizzata anche nelle città di Bari, Bologna e Napoli. Inoltre, grazie al successo e alla popolarità ottenuti, la Komen Italia è riuscita a raccogliere 1.200.000 euro, fondi che ha investito nella realizzazione di progetti propri e di altre associazioni nella lotta ai tumori al seno


Per ulteriori informazioni, consultare il sito della Komen Italia

martedì 9 aprile 2013

La città dove è vietato giocare



Le immagini più toccanti raccontano le storie dei bambini di Taranto. Un cartello recita che la città salentina è “l’unico posto al mondo in cui i più piccoli hanno il divieto di giocare”.  
E sono proprio loro, i bambini, anche se assenti, i protagonisti indiscussi della manifestazione contro l'Ilva di Taranto a cui, stamattina, ha partecipato la delegazione del Coordinamento Valle del Sacco, riunitasi davanti a Palazzo Montecitorio. Arrabbiati e preoccupati per la loro salute, i cittadini di Taranto temono ancora di più per quella dei loro figli. Denunciano che il tasso di mortalità infantile continua ad aumentare e si scagliano contro “la noncuranza e l’indifferenza della classe politica” nella questione della chiusura dell’Ilva. I politici non considerano il diritto alla salute come primario per ogni essere umano. Sono degli assassini! Noi vogliamo vivere”.  

In giornata è attesa la decisione della Corte Costituzionale sulla legittimità del decreto “salva-Ilva”.  Lo Stato ci vuole morti?. In Piazza Montecitorio c'è qualcuno che se lo chiede. In attesa di una risposta.                  




Le foto della manifestazione di stamattina (scattate da me).




giovedì 10 maggio 2012

La realtà è che c'è da fare

Policlinico di Napoli, caos, gente, attese, grandi padiglioni, distanze. Malattie, angoscia, voglia di vivere. Lavoro, fatica, diagnosi, cure, medicine, interventi. Dottori, studenti, tirocinanti, infermieri, pazienti, amici, genitori, parenti. Ho visto tutto, ho visto questo. Ho letto la speranza di chi sa che non c'è nulla da fare e di chi non ce la farà. Ho guardato la rassegnazione e mi ha fatto pensare. Ho sentito la paura come un brivido sulla pelle. Ho osservato le paure altrui.
La vita è un mistero, non so quante volte mi sono trovata dinanzi a questa frase. Sarà anche un mistero, ma è ancor più misterioso sapere come da queste parti si riesce ad andare avanti. Una malattia ti logora, ribalta gli equilibri di una famiglia, mette a durissima prova una stabilità costruita in un tempo indefinibile, abbatte chi non ha raggiunto ancora quella stabilità. E il disagio (forse termine troppo riduttivo) si amplifica quando hai intorno a te carenze strutturali e professionali che fatichi a immaginare se non ci sei dentro. La vera malattia si vede da dentro, il resto sono supposizioni, frasi, congetture. La vera malattia siamo anche noi, quando "ci stanno bene" il favore, la raccomandazione, il piacere... Chi più ne ha più ne metta. Il male del secolo è che non ci sta a cuore gridare che vogliamo una terra giusta, onesta, corretta. Che vogliamo diritti garantiti, serietà, trovare una mano tesa nei momenti più difficili. Che nei percorsi più bui vogliamo il diritto alla salute. Ed essere ascoltati.
Io una luce oggi l'ho vista. Era quella della passione per il proprio mestiere, che si porta avanti anche quando tutto intorno cade a pezzi (e non in senso metaforico).