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giovedì 23 novembre 2017

granello di sabbia

Lo chiamiamo granello di sabbia.
Ma lui non chiama se stesso né granello né sabbia.
Fa a meno di un nome
generale o individuale,
permanente, temporaneo
scorretto o corretto.
Del nostro sguardo e tocco non gli importa.
Non si sente guardato e toccato.
E che sia caduto sul davanzale
è solo un’avventura nostra, non sua.
Per lui è come cadere su una cosa qualunque,
senza la certezza di essere già caduto
o di cadere ancora.
Dalla finestra c’è una bella vista sul lago,
ma quella vista, lei, non si vede.
Senza colore e senza forma,
senza voce, senza odore e senza dolore
è il suo stare in questo mondo.
Senza fondo è lo stare del fondo del lago
e senza sponde quello delle sponde.
Né bagnato né asciutto quello della sua acqua.
Né al singolare né al plurale quello delle onde,
che mormorano sorde al proprio mormorio
intorno a pietre non piccole, non grandi.
E tutto ciò sotto un cielo per natura senza cielo,
ove il sole tramonta senza tramontare affatto
e si nasconde senza nascondersi dietro una nuvola ignara.
Il vento la scompiglia senza altri motivi
che quello di soffiare.
Passa un secondo.
Un altro secondo.
Un terzo secondo.
Tre secondi, però, solo nostri.

Il tempo passò come un messo con una notizia urgente.
Ma è soltanto un paragone nostro.
Inventato il personaggio, fittizia la fretta,
e la notizia non umana. 
(Wislawa Szymborska, Vista con granello di sabbia)

lunedì 23 maggio 2016

Giovanni


In giornate come il 23 maggio ricordare è un dovere. Oggi il giudice Giovanni Falcone viene commemorato come un semplice uomo che ha fatto dell’antimafia una scelta di vita. Una semplicità la sua che in una società tronfia di belle parole, ma immobile dinanzi alle ingiustizie diventa negli anni sempre più rivoluzionaria ed eroica. "Ha mai avuto dei momenti di scoramento, magari dei dubbi, delle tentazioni di abbandonare questa lotta?", domandavano a Falcone durante un’intervista. “No, mai!”, rispondeva lui. 
Perché eroe è chi si oppone alla brutalità del male, e per farlo davvero si sporca le mani e il cuore.


Puoi leggere questa storia anche qui.

lunedì 29 settembre 2014

Quello che manca è un cassetto da riempire ancora / 2 Napoli

Fotografia di un Natale a San Gregorio Armeno. Luci, colori, vicoli in festa. Napoli in un ricordo, Napoli nel profumo di gioventù. Veloci i passi alla scoperta di ogni angolo della città: Piazza del Gesù, via Toledo, la Galleria Umberto I e il Teatro San Carlo. Felici gli occhi che da lungomare Caracciolo osservano un panorama dove cielo e mare sembrano toccarsi. Napoli è lì, un quadro che giorno per giorno viene dipinto da chi non ha paura delle avversità. Oltre i luoghi comuni c'è chi se la tiene stretta quella cartolina, in uno scrigno che racchiude storia, arte, vita.



martedì 19 novembre 2013

Mai come ieri


La paura di capire e scoprire cosa mi ha fatto la vita è molto, ma molto più forte della curiosità di vedere cosa la vita ha fatto a loro e di scoprire che la vita ci ha fatto a tutti la stessa cosa. 

La verità è che la paura è quella di scoprire che non abbiamo più nulla da dirci, che non ridiamo insieme, che non ci capiamo più subito al volo, senza bisogno di parlare, senza bisogno di dire nulla. 
Eravamo come Amici miei, come Quattro amici al bar. Bastava l'odore, per capirci ed essere complici. 
La verità è che la paura più grande è quella di sentire dire, ancora peggio, di sentirmi dire: "Adesso non perdiamoci di vista".

(Marco Proietti Mancini, Roma per sempre)


Scomponi i giorni in quelli che sono stati innumerevoli momenti. Degli attimi fanne altrettanti ricordi, che corrono e inciampano nelle parole non dette. 
Poi tienili stretti, nascosti, non li far vedere, non scoprirli. Chiudili dove ti pare, in un posto difficile da trovare, anche per te.
E vai avanti, perché il mondo fa lo stesso.

mercoledì 6 novembre 2013

Maybe tomorrow

Ragazza sotto la pioggia di Vanessa Katrin
Nero. Il cielo è corvino. L'acqua scende fitta e quasi oltrepassa i vetri. Il mondo ti passa accanto, una piccola estensione di frammenti che appaiono e scompaiono. Così la testa rivolta ad un pensiero. Uno che poi si sdoppia in due. Tre. Quattro. Cinque. Cinque cose da fare prima che sia sera. Prima che sia domani. Prima che sia tardi.
Cinque cose che non ho fatto poi diventano cinque mila. Sono troppe tutte insieme. Ed è solo mattina. Quanto manca alla sera? 
Un sole timido gioca a nascondino. Poi torna a dormire. Di nuovo acqua giù per le strade. La senti precipitare a terra, infrangersi e rompersi, ancora cadere su quel pensiero. Un pensiero, le troppe cose che non sono, che non faccio, che non dico. Le poche cose che vorrei, che amerei, che difenderei. 
Tic tac di lancette. Buio, blu, una sera rapida come la notte. Di fretta la giacca, i passi sulle scale, l'auto si chiude, verso casa col magone. Propositi del giorno che termina sempre uguale, tu insieme alle cinque mila. 
Da domani smetto, faccio a morsi con la vita. Domani. Forse domani.

domenica 13 ottobre 2013

Dall'altra parte

Graffito di Banksy
E' semplice rinunciare, non correre il rischio di cadere - ancor peggio crollare - chiudersi a riccio, dirsi che non si è capaci. E' meglio voltarsi, far finta di non essere in quel posto. Credere sia roba per altri, non per te.
Anche se sei lì, davanti a quella staccionata, e sai che saltare - forse - non è poi così faticoso, l'incertezza ti brucia in partenza. Spegne i desideri, annebbia la vista, duole alla testa ed alle articolazioni. E allora resti fermo, ti senti stanco e ti siedi, come fai sempre, come fai di solito. Quando pensi di aver perso in partenza, mentre ti sei sconfitto da solo.
In notturna si amplifica tutto, perfino quella staccionata. Che se è un muro, diviene un grattacielo. Che se è un lago, diventa l'oceano. E, dall'altra parte di essa, nelle notti fai a cazzotti con te stesso, spremendoti sul come districare tutto il da farsi. Mentre il resto se la dorme, tu hai voglia di stravolgere la tua esistenza. Proprio di notte. Non vorresti essere lì. E allora ti consumi in un altro dove e in un altro quando. A sognare ad occhi aperti quel qualcosa che non c'è. 
Sta lì, dall'altra parte.