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venerdì 24 novembre 2017

ne sei capace

Pensa. Ne sei capace. Soprattutto non devi fuggire nel sonno – dimenticare i dettagli – ignorare i problemi – costruire barriere fra te e il mondo e le allegre ragazze brillanti – ti prego, pensa, svegliati. Credi in qualche forza benefica al di fuori del tuo io limitato. 

(Sylvia Plath)


sabato 18 maggio 2013

Una maratona in rosa contro il cancro

Appuntamento a Roma con la “Race for the Cure”. Protagoniste assolute
le donne che non si arrendono davanti alla malattia.

Sport, divertimento, emozioni. Tre parole che descrivono l’impegno della Komen Italia nella lotta contro il tumore al seno. Anche quest'anno la Komen ha organizzato la “Race for the Cure”, una mini maratona di raccolta fondi che si terrà domenica 19 maggio nello scenario suggestivo del Circo Massimo. La manifestazione è aperta a tutti ed ha l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della prevenzione. Intanto, oggi hanno preso il via le attività del "Villaggio della Salute", che proseguiranno fino a domani sera con  forum e laboratori incentrati su alimentazione, salute e prevenzione.

Il tumore al seno è sempre più diffuso in Italia, ogni anno colpisce circa 40.000 donne. La “Race for the Cure” vuole essere un momento di confronto e di socializzazione per le donne che affrontano personalmente la malattia e per quelle che l’hanno sconfitta.

Caratteristica principale dell’evento è la presenza delle “Donne in Rosa”. Sono donne che hanno vinto il male e che, senza vergogna o timore, si rendono visibili agli occhi di tutti, partecipando alla maratona con una maglia ed un cappellino rosa. Il loro intento è dare un messaggio di speranza e di positività alle donne che attraversano un momento così difficile della loro vita. La condivisione di questa esperienza rappresenta un elemento importante per poter maturare determinazione e forza nel percorso di cura.

La Komen Italia è nata nel 2000 come prima onlus affiliata della Komen for the Cure, l’organizzazione non-profit fondata negli Stati Uniti, nel 1982, da Nancy Brinker, in memoria di sua sorella Susan G. Komen, morta all’età di 36 anni a causa di un tumore al seno.

In Italia, la “Race for the Cure ha catalizzato un’attenzione sempre maggiore da parte del pubblico, tanto che dal 2007 la maratona viene organizzata anche nelle città di Bari, Bologna e Napoli. Inoltre, grazie al successo e alla popolarità ottenuti, la Komen Italia è riuscita a raccogliere 1.200.000 euro, fondi che ha investito nella realizzazione di progetti propri e di altre associazioni nella lotta ai tumori al seno


Per ulteriori informazioni, consultare il sito della Komen Italia

venerdì 3 maggio 2013

Se non ora quando?

"In Italia le donne continuano a morire per mano degli uomini e per molti è sempre e solo una fatalità, un incidente, un raptus. Se questo accade, è anche perché chi poteva farlo non ha mai sollevato il tema a livello più alto, quello istituzionale".

La presidente della Camera Laura Boldrini, in un'intervista a "Repubblica", denuncia le violenze reiterate sulle donne, ed afferma di ricevere lei stessa ogni giorno messaggi di morte e minacce, anche di natura sessuale. 

Senza retorica né falsi convenevoli, le parole di Laura Boldrini hanno un connotato particolare: è la prima figura istituzionale che cita la mancanza di interesse e di azione della politica in un problema di primaria importanza. 

E, personalmente, hanno portato alla mia mente le riflessioni che Riccardo Iacona ha fatto, più o meno una settimana fa, durante il Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia. In occasione della presentazione del suo ultimo libro, "Se questi sono gli uomini", Riccardo Iacona ha dato uno scossone alla platea del Festival, lamentando la situazione di apatia e menefreghismo che vige in Italia riguardo gli omicidi, gli abusi, i maltrattamenti che milioni di donne subiscono. E puntando il dito contro la nostra classe politica, contro lo Stato che guarda inerte, senza battere ciglio.

Oggi, dopo aver letto le vicende legate all'assassinio di due donne (avvenute a distanza di poche ore, una a Livorno, l'altra a Roma) non sono riuscita a "guardare le notizie con distacco" (come riportano i testi di giornalismo e come in più continuano a ripetermi). Mi sono riflessa dentro quelle vite, dentro il dolore delle famiglie e degli amici. Dentro momenti e situazioni che appaiono inspiegabili.

E mi sono detta che, invece, una spiegazione ci deve pur essere. Se non altro, che si può fare qualcosa.

Il tempo delle attese è finito. Quella della violenza sulle donne è una questione che va affrontata, una volta per tutte, dando spazio alle decisioni e ai fatti, ancor prima che alle parole.






giovedì 18 aprile 2013

A scuola di umiltà


Coraggiosa, tenace, brava. Una giornalista come poche, una giornalista più unica che rara. Milena Gabanelli rinuncia al "potere che dà alla testa", quello del politico. Un ruolo tutto italiano, figlio della logica del prendere senza dare, a cui siamo abituati da tempo ormai. 
Ma Milena non lo vuole questo ruolo. Lei fa la giornalista. E lo fa benissimo, aggiungo. La trasmissione che conduce, Report, riflette la sua persona come uno specchio: lineare, pulita, semplice, seria. 
Oggi è lei stessa che scrive di "non essere all'altezza di un compito così grande" come quello da Presidente della Repubblica. E si scopre che Milena Gabanelli è anche una persona umile.
E' una professionista, insomma, e, da lei, abbiamo molto da imparare.




giovedì 25 ottobre 2012

Sicilia, le donne del cambiamento

Quindici donne possono contribuire e lavorare per dare una speranza ad una terra sfruttata e calpestata per lunghi anni. Sono le donne elette all’Assemblea Regionale Siciliana lo scorso 21 ottobre.
Nonostante il neopresidente Rosario Crocetta abbia palesato la necessità e l’urgenza di una legge sulla pari rappresentanza politica di genere (in effetti, la percentuale delle quote rose in Sicilia si attesta attualmente intorno al 16 per cento sul totale di 90 deputati), quanto accaduto acquisisce una rilevanza particolare nella storia della regione sicula: dal lontano 1947 ad oggi le presenze femminili sono state in tutto 17 e la scorsa legislatura ne ha contate solo tre.
Dunque, in Sicilia gli elementi di rinnovamento si affacciano sul nascente corso politico e lasciano pensare che si possa instaurare non solo un clima di fiducia nelle istituzioni, ma anche un ribaltamento della figura femminile che potrebbe rivestire un ruolo cardine. A riconoscere la forza di queste 15 donne sono stati proprio i cittadini, un dato che non va assolutamente trascurato. Tutto ciò è indice che il vento può soffiare in un’altra direzione.

giovedì 4 ottobre 2012

Parole in corsa


Che ore sono? Non voglio saperlo. 
Le ore in cui si aspetta non hanno la durata del tempo quotidiano. La loro misura non è quella di un pendolo che oscilla regolare, ma quella di un cuore che batte, a spasmi e inciampi.
Il tempo dell'attesa ti circonda, ti avvolge interminabile. E' come navigare in un mare di cui non si vede la fine.

Continua qui...

lunedì 28 maggio 2012

La libertà violata

Si chiamava Kaur Balwinde, aveva 27 anni e si era trasferita in Italia dall'India. Mamma di un bimbo di cinque anni, ne aspettava un altro da tre mesi. Non si sono avute sue notizie per due settimane, fino a quando il suo corpo è stato ritrovato nel fiume Po. Un'ennesima tragedia familiare, forse annunciata, forse celata, per quel senso di vergogna che spesso si porta addosso senza che abbia ragione di esistere.
Kaur Balwinde è stata strangolata dal marito per motivi di gelosia, perché voleva vestire all'occidentale, così hanno scritto le testate giornalistiche. Ma i rapporti tra un uomo e una donna possono essere difficili, complicati, troppo spesso tenebrosi e violenti. Oggi il più delle volte le relazioni mettono in luce un sentimento di possesso macabro e malato. Che dei sentimenti puri non racchiude nemmeno la sfumatura più sottile. L'amore è un'altra cosa.
Kaur Balwinde è l'ennesima vittima di un modo di concepire la donna come un oggetto da manipolare, usare e poi buttare via, quando smette di obbedire a comandi ed esigenze maschiliste, che dovrebbero essere morte nella notte dei tempi, mentre invece continuano ad uccidere e torturare il corpo e l'anima di chi vuole solo essere libera. Come voleva esserlo Kaur.