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venerdì 24 novembre 2017

più che posso

Non ho niente da insegnare, e non voglio fare prediche. L’unica cosa che so è che voglio scrivere più che posso, e con la maggior accuratezza possibile.
(Raymond Carver)

mercoledì 6 novembre 2013

Maybe tomorrow

Ragazza sotto la pioggia di Vanessa Katrin
Nero. Il cielo è corvino. L'acqua scende fitta e quasi oltrepassa i vetri. Il mondo ti passa accanto, una piccola estensione di frammenti che appaiono e scompaiono. Così la testa rivolta ad un pensiero. Uno che poi si sdoppia in due. Tre. Quattro. Cinque. Cinque cose da fare prima che sia sera. Prima che sia domani. Prima che sia tardi.
Cinque cose che non ho fatto poi diventano cinque mila. Sono troppe tutte insieme. Ed è solo mattina. Quanto manca alla sera? 
Un sole timido gioca a nascondino. Poi torna a dormire. Di nuovo acqua giù per le strade. La senti precipitare a terra, infrangersi e rompersi, ancora cadere su quel pensiero. Un pensiero, le troppe cose che non sono, che non faccio, che non dico. Le poche cose che vorrei, che amerei, che difenderei. 
Tic tac di lancette. Buio, blu, una sera rapida come la notte. Di fretta la giacca, i passi sulle scale, l'auto si chiude, verso casa col magone. Propositi del giorno che termina sempre uguale, tu insieme alle cinque mila. 
Da domani smetto, faccio a morsi con la vita. Domani. Forse domani.

venerdì 22 marzo 2013

Racconti 2.0 - "E l'Acqua se ne andò"

L’Acqua decise di non scorrere più. 
Quel giorno gli abitanti di Splendarum aprirono i rubinetti, come di solito, ma nulla, neanche una goccia cadde. Trepidanti uscirono nelle strade, protestando e urlando, facendo un chiasso e un frastuono insopportabili. Come era possibile una cosa del genere?

Intanto l’Acqua, libera da tutti i suoi impegni, si rilassava navigando sul web e finì tra le pagine di Facewater dove lesse le proteste dei suoi fan: insulti,reclami,lamentele,drammi esistenziali… "Acqua non puoi lasciarci così! Ho un appuntamento importante, necessito di uno shampoo!!! …Devo fare la lavatrice dei capi colorati, e adesso???… Stasera vado in palestra, come faccio la doccia dopo??…”.
Ma l’Acqua non se ne curò, anzi sorrise dinanzi quell’elenco di futili problemi. Spostò l’attenzione sulle notizie dedicate alla sua prossima destinazione: l’Africa. Sfogliò con il mouse le innumerevoli pagine e immagini che raccontavano le storie di bambini malnutriti, di donne malate, di uomini in guerra, di gente povera e abbandonata. E, quasi commossa, prenotò un posto sulla nave che partiva la sera stessa.
 
E la cittadina di Splendarum? Beh, l’Acqua era molto infastidita dal comportamento degli abitanti: la città era al primo posto per consumo superfluo di Acqua da ben cinque anni! No, l’Acqua non poteva accettarlo. Così sparì, lasciando nel panico la gente del posto. Se ne andò dalle case, dalle scuole, dagli uffici, dai ristoranti, dalle piscine, da ogni luogo di svago. Se ne andò, carica di entusiasmo, per cominciare il suo lungo viaggio verso una terra che aveva bisogno di Lei.


Questo racconto è stato pubblicato nel Segnalibro di febbraio 2011 dell'Associazione culturale di Arte&Parte.

domenica 16 dicembre 2012

Poesia 2.0


Le luci solitarie
Automobili come flash
Passeggeri distratti
Mi stringi la mano
Tutto intorno scompare
La luna ci illumina
Le stelle come tante cornici
E sempre io e te
Spettatori solitari

domenica 25 novembre 2012

Libri, emozioni, vita


Un libro è un incantesimo che si avvera ad occhi aperti. A volte riesci a leggere nelle parole che si susseguono i tuoi desideri, quello che hai nascosto in fondo al cuore, quello che non hai il coraggio di dire o di fare. 
Un libro racconta storie di fantasia o di vita vissuta. Aspirazioni e sogni dell'essere umano, mostri o creature che si palesano in notti buie, giorni alla ricerca di qualcosa, del lavoro, dell'amore, della felicità.
Succede che un libro riesca ad emozionarti, a farti scorrere una lacrima sul volto, a tenerti incollato alle sue pagine. Ciò può voler dire che ti ha scosso. Che ha toccato delle corde particolari della tua anima, e può aver aperto certe porte che credevi chiuse a chiave.
A me piace scrivere, raccontare quello che mi passa per la testa dandogli la forma di una storia. E' un qualcosa che mi fa stare bene. Butto fuori il disordine caotico di pensieri/angosce/(falsi)problemi/bisogni che mi abitano dentro. 
Più volte mi capita di credere di non essere all'altezza dei miei desideri, di quello che aspetto in primis da me stessa, poi dalla vita. Scrivere annulla questo timore ed azzera la mia ansia. 
Forse nel mio futuro ci sarà un libro (anzi, spero più di uno!). E così il pensiero di "non farcela" inizierà ad allontanarsi.